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Ortopedia e Traumatologia
Unità Semplice I di Chirurgia dell'Anca e del Ginocchio


Responsabile
Prof. Giuseppe Laurà

Dr. Nicolò Castelnuovo (responsabile chirurgia protesica dell'anca)
 

Chirurgia del ginocchio

L’attività chirurgica prevalente, è volta al trattamento, artroscopico e/o tradizionale, della patologia del ginocchio d’origine traumatica, malformativa o degenerativa. In età giovanile prevarrà il trattamento delle lesioni meniscali e legamentose, acute e croniche e delle sindromi femoro-rotulee, con correzione dei vizi torsionali e delle deformità in varo,valgo o recurvato.

Sono riservati a quest’età i trapianti cartilaginei o osteocondrali, che sono controindicati nelle lesioni degenerative della cartilagine, che è più opportuno definire fasi iniziali dell’artrosi di ginocchio, che ritroviamo dopo i 50 anni. Non c’è prevalenza di età, invece, nell’incidenza delle fratture localizzate al ginocchio o nelle sue vicinanze: di esse trattiamo sia la fase acuta che le sequele, quali le rigidità articolari e le deformità secondarie.

Nell'età adulta ritroviamo soprattutto i danni meniscali e quelli degenerativi cartilaginei dovuti all’età, che rappresentano le fasi iniziali dell’artrosi del ginocchio. Soprattutto in tale epoca è quanto mai importante, per il programma chirurgico, la valutazione clinica che consentirà di distinguere le lesioni meniscale sintomatiche, che danno luogo a disturbi meccanici che richiedono un trattamento chirurgico artroscopico, da quelle in cui l’artroscopia non è in grado d’indurre vantaggi.

Per tali condizioni il programma chirurgico deve essere personalizzato, con trattamenti chirurgici protesici, o conservativi non protesici, in artroscopia o con tecnica tradizionale. Fra questi ultimi meritano una particolare menzione le osteotomie della tibia e del femore, che sono indicate nei soggetti più giovani, di età inferiore ai 60-65 anni, in cui la correzione della deformità articolare (il raddrizzamento degli arti) serve a riequilibrare i carichi che vanno a gravare sul ginocchio ed a rallentare, pertanto, la progressione della malattia artrosica.

Allorché l’artrosi è più evoluta, ricorriamo alla chirurgia protesica, di primo impianto o di revisione, nei casi d’insuccesso, che sarà anch’essa personalizzata, in rapporto all’età ed alla gravità della deformità. In tale ambito, si utilizzeranno protesi parziali, monocompartimentali ( mediali, laterali o femoro-rotulee), o totali, con conservazione o sostituzione del legamento crociato posteriore (LCP), con protesizzazione o semplice regolarizzazione della rotula, sulla base delle caratteristiche della deformità articolare.

In casi selezionati è inoltre possibile eseguire interventi di protesizzazione simultaneamente su entrambe le ginocchia, con evidenti vantaggi pratici per il paziente.

Data la grade esperienza maturata negli anni, l'uso di navigatori e la chirurgia computer assistita sono riservati solo a casi molto particolari.

La protesizzazione del ginocchio è ai nostri giorni una procedura affidabile, con risultati favorevoli nel tempo ed una percentuale di successi > 90%. Vanno comunque segnalati anche dei fallimenti, per complicanze o residua sintomatologia dolorosa, da cui, peraltro, non sono esenti anche gli interventi non protesici.

La protesi che dura tutta la vita non esiste, anche se possiamo prevedere una sua sopravvivenza al di là dei 15-20 anni di funzione. Tale considerazione, anche in rapporto al prolungamento della vita media degli italiani, suggerisce un trattamento personalizzato che sarà deciso anche in funzione delle diverse esigenze dei singoli pazienti.

La chirurgia artroscopica del ginocchio
  • Trattamento delle lesione meniscali ( meniscectomia selettiva, sutura meniscale)
  • Trattamento delle lesioni cartilaginee ( condroplastca, trapianto di cartilagine e innesto di condrociti autologhi)
  • Trattamento delle lesione capsulo legamentose ( con trapianti autologhi, omologhi da cadavere o allograft)
La chirurgia riparativa del ginocchio
  • Osteotomia nelle gonartrosi con di deviazioni assiali e torsionali in soggetti giovani
  • Riallineamento apparato estensore nelle instabilità rotulee
  • Riparazione o ricostruzione di lesioni capsulo-legamentose traumatiche complesse
  • Riparazione o correzione di instabilità capsulo-legamnentose congenite
  • Trattamento di fratture articolari e periarticolari del ginocchio
La chirurgia protesica di ginocchio
  • Protesi totale con sacrificio o mantenimento legamento crociato posteriore
  • Protesi Monocompartimentale ( mediale, laterale o femoro-rotulea)
  • Artroprotesi di Ginocchio Bilaterale Simultanea
  • Revisione di protesi di ginocchio

Chirurgia dll'anca

Se in passato parlando di patologia dell’anca il pensiero correva immediayamente alla Protesi totale, oggigiorno esistono trattamenti chirurgici delle patologia dell’anca più conservativi. Le patologie che comunemente vengono trattate presso questo reparto sono evidentemente le patologie congenite (lussazione congenita o displasia dell'anca) o degenerative, sia quelle su base artrosica (coxartrosi) che artritica (artrite reumatoide o artriti sieronegative), ma anche le sindromi da conflitto femoro-acetabulare, le lesioni del labbro acetabolare, la necrosi asettica della testa femorale nelle quali trava una sua indicazione anche l’artroscopia d’anca.

Trattamenti ancora più conservativi vengono riservati alla cura di patologie come la trocanterite e l’anca a scatto nelle quali è spesso possibile eseguire trattamenti come le infiltrazioni ecoguidate con risultai positivi. Nei casi in cui si rende invece necessario l’intervento di protesi d’anca le possibili alternative chirurgiche e dei materiali che sono a disposizione sono talmente numerose da poter personalizzare il più possibile l’intervento alle caratteristiche di età, sesso, necessità funzionali, caratteristiche anatomiche del paziente stesso.

L’intervento viene eseguito mediante differenti vie d’accesso ( anteriori, laterali o posteriori): non esiste una via ideale: tenendo conto dell’esperienza maturata dal chirurgo, la scelta sarà personalizzata al singolo paziente cercando però di essere il più Mini-invasivi possibile, cioè cercando di essere conservativi su cute e sottocute ma ancor di più di mantenere integre le strutture muscolari e capsulo legamentose periarticolari.

L’impianto utilizzato può avere forma e caratteristiche diverse con conseguente maggior o minor conservazione di massa ossea: si utilizzeranno protesi di rivestimento o protesi a conservazione del collo femorale nei pazienti giovani con grandi richieste funzionali (sia lavorative che sportive).

Per quanto riguarda i materiali protesici utilizzati, ormai la ricerca tecnologica più avenzata ci ha consegnato materiali di grande resistenza e biocompatibilità come il titanio. Ampia la scelta delle superfici di contatto ( accoppiamento): a seconda dell’età e delle caratteristiche del paziente si userà metallo-metallo, ceramica-ceramica o ceramica- polietilene a bassa usura (con aggiunta di vitamina E o con cross-link).

L’uso di cemento acrilico ( polimetilmetacrilato) sarà riservato solo a casi particolari cercando il più possibile quindi di ottenere un integrazione biologica della protesi all’osso circostante.

Offrire metodi e strumenti qualificati per la cura permette di conservare, recuperare e rieducare i pazienti ad uno stile di vita adeguato alle richieste dei nostri tempi.

Il Chirurgo ortopedico, l’anestesista, l’infermiere, il fisiatra ed il fisioterapista devono lavorare in stretta collaborazione per ottenere il miglior risultato clinico funzionale per il paziente. La specializzazione di ciascuno offre le migliori garanzie per il successo e la durata dell’impianto protesico.

La chirurgia artroscopica dell' anca
  • Trattamento della sindrome da conflitto femoro-acetabolare
  • Trattamento delle necrosi asettica della testa del femore
  • Trattamento delle lesione del labbro acetabolare
La chirurgia protesica dell' anca
  • Protesi di rivestimento
  • Protesi a conservazione del collo femorale
  • Protesi totale standard ( cementata o a press-fit)
Infiltrazioni ecoguidate dell'anca


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